circolo

Posted by Gabriele Vergani On novembre - 18 - 2015 0 Comment


A seguito di verifiche e confronti fra gli atti votati dal Consiglio Comunale di Cesano Maderno del 25/10/2012 (Delibera C.C. 58 del 25/10/2012 – Ricognizione Dei Servizi gestiti dalla Società per Azioni Denominata “Brianza Energia Ambiente Spa.” (BEA Spa) ed indirizzi in ordine al suo riassetto strategico), gli atti deliberati dall’Assemblea dei Soci di BEA Spa del 26/10/2012, gli atti deliberati dall’Assemblea dei Soci di BEA Spa del 8/11/2013, il disciplinare di gara e gli atti collegati pubblicati da BEA Spa su Gazzetta Ufficiale in data 27/02/2014 e la convenzione/contratto firmata tra BEA e COMEF (ditta aggiudicataria del Lotto 2 di gara – turbogeneratore) si evidenziano delle difformità.

Le più importanti difformità riguardano:

  1. Il disciplinare di gara approvato dal C.C. di Cesano Maderno in data 25.10.2012 (con allegato il piano finanziario da mettere a gara) votato dall’Assemblea dei Soci di BEA Spa del 26/10/2012 e confermato dall’Assemblea dei Soci di BEA Spa del 8/11/2013 (con esclusiva rettifica del valore del capitale investito e degli anni di rientro, rimanendo però fisso e certo l’interesse del 5% deliberato in precedenza) non corrisponde al disciplinare pubblicato in data 27/02/2014;
  2. I valori tecnici delle potenze della turbina vengono cambiati al ribasso in sede di gara nonostante il bando non concedesse varianti né in aumento né in diminuzione. Eventuali modifiche comportavano la ripubblicazione del bando e offerte difformi avrebbero dovuto portare all’esclusione dell’offerente;
  3. Incompatibilità o carenza di requisiti di alcuni soggetti preposti all’espletamento della gara;
  4. Attività di Direzione Lavori e Gestione passate in sede contrattuale a carico di BEA, mantenendo invariata la remunerazione al privato.

Alla luce dei due esposti presentati alla Procura della Repubblica da parte del Collegio Sindacale e da un componente dello stesso CDA societario di BEA Spa, si ritiene necessario attendere che l’autorità giudiziaria, così come previsto dalla legge, accerti eventuali responsabilità ai danni dell’azienda e dei soci.

Nel frattempo si ritiene però prioritario, venuto meno il rapporto di fiducia, nominare una commissione di inchiesta che si affianchi al lavoro di verifica del nuovo CDA di BEA Spa, si azzeri il vecchio CDA di BEA Gestioni e si ottengano le dimissioni del direttore generale di BEA Spa/amministratore delegato di BEA Gestioni, al fine di avviare un rinnovato percorso societario estraneo a qualsivoglia dubbio.

Resta invariata la nostra visione politica di costruire una unica e solida società pubblica brianzola del ciclo integrato dei rifiuti, che unisca BEA, CEM e Gelsia Ambiente. Ma per fare questo serve un processo di massima trasparenza e partecipazione, che non può escludere il chiarimento delle vicende interne a BEA.

Gabriele Vergani

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