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Posted by Gabriele Vergani On febbraio - 18 - 2015 0 Comment

Il quadro della situazione

Il Comune di Cesano Maderno ha prorogato a Gelsia Ambiente s.r.l., con ordinanza sindacale n° 18 del 12/12/2015, il servizio di raccolta rifiuti poiché sono scaduti tutti i contratti di affidamento in essere a società pubbliche il 31/12/2014 (consultare art. 34, comma 21, del D.L. 179/2012, convertito con Legge 221/2012, che determina, in caso di mancato adeguamento agli obblighi previsti dalla normativa europea, la cessazione del Servizio alla data del 31/12/2013; e l’art. 13 del D.L. n. 150/2013, convertito con modificazioni nella legge 27.2.2014, n. 15, che proroga la scadenza al 31/12/2014)

Il nuovo affidamento del servizio di raccolta differenziata potrà quindi avvenire dal 1/1/2016 solo attraverso:

  • Gara pubblica;
  • Affidamento diretto a società miste pubblico-private (le nostre società pubbliche possono parzialmente privatizzarsi individuando attraverso gare a doppio oggetto i loro nuovi soci privati);
  • Affidamento diretto in house providing a società interamente pubbliche a patto che vi sia controllo analogo e siano prevalenti i lavori/servizi erogati ai soci (80% circa del fatturato).

Proseguire con Gelsia Ambiente

Per proseguire con l’affidamento diretto del servizio di raccolta a Gelsia Ambiente (società pubblica al 100%), essa non propone ai Comuni soci di fondersi ad altre società pubbliche per creare le condizioni dell’affidamento in house providing, bensì chiede di procedere a una sua privatizzazione parziale attraverso una gara a doppio oggetto che la trasformi in una società mista (al fine di poter concorrere sul mercato per ottenere lavori anche da privati e nel contempo mantenere l’affidamento diretto di comuni soci o a breve soci).

La proposta di Gelsia Ambiente fatta ai comuni di aderire al percorso di gara a doppio oggetto, entro e non oltre marzo 2015, prevede appunto la privatizzazione del 10% della propria società tramite gare a doppio oggetto, di cui:

  • 7% per l’individuazione di socio per smaltimento del secco indifferenziato (con ogni probabilità attraverso l’incenerimento) per 10 anni;
  • 3% per il trasporto dei rifiuti verso impianti di smaltimento per 10 anni.

Adesione al percorso di privatizzazione: come funziona

  1. Il comune da il via libera alla privatizzazione dell’ennesima società pubblica, con pressoché impossibile eventuale retrocessione di quote del privato per i prossimi 10 anni;
  2. Coscientemente si decide di inviare i propri rifiuti allo smaltitore (con ogni probabilità ancora un forno inceneritore, quasi sicuramente privato, sparso per la Lombardia). Ancora da chiarire la “deroga” ai comuni che decidessero di continuare comunque a inviare i propri rifiuti al forno pubblico di Desio;
  3. Gelsia Ambiente diventa società “autonoma”, che lavora non per il bacino dei comuni soci ma per il mercato (appoggiandosi al privato).

L’alternativa: non adesione al percorso di privatizzazione di Gelsia tramite gara a doppio oggetto:

Cesano Maderno, socio di Gelsia, non potrà più scegliere di affidare alla sua società il servizio di raccolta e si troverebbe dunque costretto verosimilmente a svolgere, alternativamente, entro fine anno:

  1. Gara per l’affidamento del servizio (tale gara potrebbe comunque essere vinta da Gelsia, in caso di sua participazione);
  2. Affidamento diretto del servizio a una nuova società pubblica o mista nata da fusione effettiva BEA-CEM (ipotesi difficile entro l’anno, che comporterebbe comunque la messa in gara del servizio di raccolta perché nessuna delle società ha mezzi propri. CEM infatti attualmente possiede il know-how per le gare, ma non mezzi per effettuare direttamente la raccolta. Si aggiunga il rischio di fare fusioni in fretta e furia senza un piano industriale effettivo che indichi dove si vuole andare: ad esempio rimane forte il tema del superamento dell’incenerimento)

La nostra posizione: stop alle privatizzazioni e creazione di un’unica società pubblica di bacino

Nessuno degli scenari sopra descritti ci piace affatto.

Come ripetiamo ormai da anni, non ultima la mozione presentata da SEL e approvata nel CC del 16/12/2014, la necessità è quella di procedere alla creazione di una unica società pubblica del ciclo integrato dei rifiuti d’ambito, a cui affidare i servizi con lo in house providing, garantendo la totale trasparenza dei processi gestionali e aziendali attraverso un comitato di controllo societario, la cui composizione risponda a criteri di autonomia, indipendenza e professionalità.

Ma lo scenario in cui stiamo muovendoci per cercare di raggiungere questo obiettivo è tuttavia imbarazzante:

  1. Da troppo tempo manca una regia pubblica che proponga un percorso politico ambientale lungimirante e sostenibile. Le società devono essere strumentali agli indirizzi che la politica fornisce, e non viceversa. Si mostra dunque necessario promuovere incontri fra le società brianzole e fra i sindaci per discutere di strategie comuni;
  2. Le varie società brianzole si muovono in autonomia seguendo essenzialmente logiche di mercato, che non sono esaustive di per sè e che spesso generano ricorsi utili solo a aumentare l’acredine. Un tentativo di collaborazione, anche se monco, è stato attivato negli scorsi mesi tra BEA e CEM Ambiente. Monco perché non ne ha fatto parte Gelsia Ambiente;
  3. Dopo la scelta di BEA di trasformarsi in società mista, è ora la volta di Gelsia proporre l’ennesima privatizzazione per rimanere in vita: 10% al privato per sopravvivere. Questo comporterebbe l’affidamento dell’incenerimento dell’indifferenziato al miglior offerente, senza valutazioni in merito.

Dunque chiediamo che tutte la società brianzole e i loro CDA facciano un passo indietro per fermare ulteriori frammentazioni e che lavorino invece per impostare seriamente una società unica, più efficiente.

Nello specifico chiediamo che Gelsia Ambiente rinunci alla gara a doppio oggetto e muova verso la fusione: rinunci a partnership inceneritoriste private sparse per la Lombardia, lavori piuttosto all’alternativa di bacino investendo in una nuova società che punti con un nuovo piano industriale a realizzare impianti e tecnologie sul territorio che consentano una concreta e sostenibile riconversione dell’impianto di Desio.

Proposte per l’immediato

Considerata l’ipotesi di un mancato accordo sulla realizzazione della società unica e considerate le imminenti elezioni comunali a Seregno (socio “monopolista” di AEB/Gelsia), riteniamo che Cesano, per non pregiudicare ulteriori possibilità di realizzare la società unica, abbia da percorrere da protagonista due strade convergenti:

  1. Adesione a gara a doppio oggetto di Gelsia, solo a condizione che la quota del 7% di privatizzazione venga affidata ad un socio che non incenerisce, investendo quindi su tecnologie alternative;
  2. Appoggio della recente partnership avviata tra BEA e CEM, a condizione che lavorino celermente ad un piano industriale che produca investimenti su ricerca, mezzi e impianti pubblici alternativi.

Gabriele Vergani

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